Ricerca scientifica, malattie rare e degenerative: HHT e Alzheimer

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Ospiti della puntata Giuseppe Limongelli, direttore Centro Malattie Rare della Regione Campania, Patrizia Suppressa, responsabile Centro Malattie Rare del Policlinico di Bari, Nicola Origlia, ricercercatore Istituto Neuroscienze del CNR di Pisa, Claudia Verderio, ricercatrice Istituto Neuroscienze del CNR di Milano e Mario Santini, professore di Chirurgia Toracica dell’Azienda ospedaliera universitaria “Luigi Vanvitelli” di Napoli

Ascolta “17. Ricerca scientifica, malattie rare e degenerative: l’HHT e l’Alzheimer” su Spreaker.Ricerca scientifica e malattie rare sono stati i temi al centro della puntata odierna di SonAir – La voce del sociale, la trasmissione ideata da Raffaele Perrotta, condotta con Marco Pirollo e con la regia di Giuseppe Perrotta. La puntata si è aperta con il collegamento del chirurgo Mario Santini, professore di Chirurgia toracica dell’azienda ospedaliera universitaria “Luigi Vanvitelli”, che ha presentato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca”.

L’iniziativa ha visto due imbarcazioni a vela, tra cui una guidata appunto dal prof. Santini, partire lo scorso 6 giugno dal porto di Torre Annunziata (Napoli) per raggiungere Marsiglia in Francia (facendo sosta in altre città italiane) con lo scopo di far conoscere le malattie rare e l’importanza di una diagnosi precoce così da giungere ad una cura tempestiva.

In collegamento con lo studio il professor Giuseppe Limongelli, direttore del centro malattie rare della Regione Campania, e della professoressa Patrizia Suppressa, responsabile del Centro malattie rare del Policlinico di Bari, hanno invece posto l’accento sulla HHT e sull’importanza della diagnosi preventiva di questa malattia poco conosciuta.

Infine sono intervenuti il dottor Nicola Origlia, ricercatore presso l’Istituto neuroscienze del Cnr di Pisa, e la dottoressa Claudia Verderio, ricercatrice presso l’Istituto neuroscienze del Cnr di Milano, autori di una ricerca che si è concentrata sui meccanismi biologici che sono alla base della progressiva degenerazione di ampie zone della corteccia cerebrale tipica della malattia di Alzheimer.

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