Il Giro d’Italia: storia e curiosità del torneo di bici tra i più famosi al mondo

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ciclismo

Si svolge uno volta all’anno nel nostro Paese. La sua storia si radica agli inizi del 900’, quando il ciclismo era più popolare del calcio come sport seguito dal paese

Nello specifico, il Giro d’Italia è una corsa ciclistica a tappe, che si svolge durante il mese di maggio. Organizzata in Italia, vi possono prendere parte tutti gli sportivi di tutte le nazionalità, per questo è considerato uno degli eventi ciclistici più importanti d’Europa, insieme al “Tour de France” e alla “Vuelta spagnola”.

Il tragitto della gara non è fisso, varia ogni anno, e attraversa gran parte del nostro stivale, attraversando territori molto variegati, tra le alte montagne (la tappa dolomitica, quella sopra le Dolomiti, è una delle più dure) ai tratti pianeggianti passando poi per quelli della scogliera. Spesso Il giro offre una vetrina importante per il luogo dove si corre, principalmente offre una vetrina per piccoli borghi o cittadine curiose e nascoste tra i paesaggi, o per dare enfasi a particolari eventi e ricorrenze. Per esempio, quest’anno il giro ha fatto una tappa importante a Procida, attraversando quasi tutta la zona flegrea della città di Napoli in onore all’isola proclamata capitale della cultura italiana 2022. Negli ultimi anni, per dare più visibilità internazionale al giro, l’evento inizia non in Italia ma in un altro paese, spesso in occasione di ricorrenze particolari o semplici fini promozionali.

L’evento venne istituito nel 1908, su idea della Gazzetta dello Sport. La corsa prevedeva 8 tappe e 2448 km e il primo a vincere fu il ciclista Luigi Ganna, che si aggiudico anche un bel corposo premio in denaro. Negli anni, anche se il ciclismo ha perso la sua centralità come sport preferito in Italia, il Giro ha sempre attirato appassionati e curiosi, regalandoci imprese epiche e grandi nomi dello sport, come Fausto Coppi e Gino Bartali, che misero su una grande rivalità su ruote.

Simbolo del Giro è senza dubbio la “maglia rosa”, di questo colore in omaggio al giornale, la Gazzetta appunto che stampa le sue pagine di colore rosa. La maglia viene indossata dal leader della classifica generale, che può subire variazioni in base alla gara.

Ci sono poi altri colori di maglie che vengono indossate

La ciclamino: Indossata dal leader della classifica con più punti raccolti tra traguardi intermedi e sugli arrivi

L’azzurra: Indossata dal leader della classifica di montagna.

La bianca: indossato dal miglior under 25 nel piazzamento.

Esisteva dal 1946 al 1951 la maglia nera, indossata dall’ultimo in classifica. Nonostante il piazzamento però, al corridore ultimo spettava comunque un piccolo premio in denaro accompagnato alla maglia, per questo, molti atleti si attardavano apposta per intascare qualche soldo. Ecco perché fu rimossa senza remore.

Un episodio curioso ma incredibile e bello avvenne nel 1924, quando, tra le polemiche e l’ostracismo, Alfonsina Strada prese parte al giro, diventando la prima donna ad aver partecipato. Una pioniera della parità nel mondo dello sport. Tra i corridori che hanno più vinto il giro ci sono Alfredo Binda, Fausto Coppi e il belga Eddy Merckx, rispettivamente 5 vittorie a testa. IL Giro non solo offre un sano momento di sport condiviso, ma regala una cartolina inedita in tutte le comunità in cui si corre e mette in mostra un paese ricco di cultura e di diversità, dando risalto a realtà che, essendo magari piccole, non hanno una vetrina per farsi conoscere.

Un evento non solo sportivo, ma anche culturale e di unione tra atleti e curiosi da tutto il mondo.

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