Globalizzare la Solidarietà – Keep Racism Out

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Il pericolo del razzismo nel 2021: Dalla Sicilia alla Lombardia il prestigioso evento contro le discriminazioni razziali

Si è appena concluso l’evento “Globalizzare la Solidarietà – Keep Racism Out” (nell’immagine di copertina un momento dell’evento), organizzato da WikiRazzismo, il cui progetto ha ricevuto il patrocinio di UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari opportunità. Il progetto è nato in occasione della Settimana d’azione contro il razzismo 2021. La Settimana di azione contro il razzismo, è un appuntamento tradizionale dell’Unar rivolto ad un ampio pubblico grazie ad un intenso calendario di iniziative di informazione, sensibilizzazione e animazione territoriale promosse in tutta Italia nel mondo della scuola, delle università, dello sport, della cultura e delle associazioni. L’evento è realizzato ogni anno in occasione della celebrazione in tutto il mondo della Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, fissata nella data del 21 marzo dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a ricordo del massacro perpetrato dalla polizia sudafricana nel 1960, a Sharpeville, di 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro le leggi razziste emanate dal regime dell’apartheid.

Il vice presidente Vincenzo De Lucia ha moderato l’incontro, introducendo quindi il presidente del Premio, il cavalier professore Hafez Haidar ha tenuto una Lectio Magistralis sul tema del Razzismo ed ha poi consegnato tre premi alla memoria a tre diversi esponenti di spicco nella lotta alle discriminazioni razziali. Il primo è stato per Léopold Sédar Senghor, politico, poeta e primo presidente del Senegal in carica tra il 1960 e il 1980, il quali definì la negritudine come: “Un fatto obiettivo, una cultura. È l’insieme dei valori economici e politici. Intellettuali e morali, artistici e sociali, non solo dei popoli d’Africa nera, ma anche delle minorità nere d’America, vedi anche d’Asia e d’Oceania”.

Ha ritirato il premio Gaye Cheikh Tidiane, fondatore e presidente del Premio Internazionale di Poesia dedicato a Léopold Sédar Senghor e conosciuto come il primo africano a tradurre in italiano il grande poeta della Negritudine.

Il secondo conferimento è stato per L. Ron Hubbard, scrittore, filosofo e umanitario. A metà degli anni ’60 si recò in quella che allora era Salisbury, in Rhodesia (ora Harare, Zimbabwe). Si trattava di uno stato il cui governo di minoranza bianca privò i neri dei diritti civili. Ron Hubbard sostenne la causa dell’inclusione di tutti i cittadini, scrivendo un piano che includeva una Costituzione con il suffragio universale e una Carta dei diritti a garantire la libertà di parola, di religione e un codice penale. Asserì: “L’uomo non è stato creato per essere uno schiavo, né in Sud Africa, Africa, Asia o Mosca. I politici hanno fallito. Gli umanitari hanno sempre vinto”.

Ha ritirato il premio Donatella Rampado, presidente del Premio Poetico e Musicale Nazionale ed Internazionale dedicato proprio a Ron Hubbard.

Il terzo conferimento è stato per Carlo Urbani, Medico italiano che per primo riuscì a identificare e classificare la SARS. Nel 1999 diventa presidente di Medici Senza Frontiere Italia, con cui condusse una vera e propria battaglia per la diffusione dei medicinali essenziali a tutta la popolazione mondiale. Riportò in un’intervista ad Avvenire nel 2000: “Il 90% del denaro investito in ricerca sui farmaci è per malattie che riguardano il 10% della popolazione del pianeta. Solo lo 0,3% della ricerca è indirizzata verso le cinque principali cause di morte nel mondo”. Con questo impegno Urbani si recò a Oslo nel 1999, come parte della delegazione che ricevette il Premio Nobel per la pace a nome di Medici Senza Frontiere. A ritirare il premio Cristiana Urbani, sorella di Carlo Urbani.

A margine dell’evento ad Hafez Haidar sono state conferite le Chiavi del Laboratorio Sant’Anselmo dal portavoce del Laboratorio Angelo Zanini, con la seguente motivazione: Per l’opera “Il Razzismo spiegato ai Giovani”, parte del Cammino per una Cultura di Pace.

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