“Dabliu”: la seconda vita di un bene confiscato alla camorra

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Villa Fernandes a Portici ospita un cafè-bistrot ed è diventata sede di un progetto sociale che punta al recupero del bene con progetti ed eventi

Il riutilizzo di un bene confiscato alle mafie è tale se riesce a vincere la sfida della sostenibilità economica nel lungo periodo. È l’obiettivo che si sono poste le 23 associazioni del consorzio che ha chiesto ed ottenuto la gestione di Villa Fernandes a Portici (Napoli), un immobile di pregio nel cuore della città della Reggia, confiscato al clan Rea.

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Partner della compagine associativa le cooperative Seme di Pace, Ambiente Solidale e Bambù che hanno creduto nel territorio, recuperando e valorizzando un edificio di camorra, rendendolo fruibile all’intera città e animandolo con attività sociali che ruotano intorno al “Dabliu Cafè Bistrot”, una caffetteria, ristorante e lounge bar. Le associazioni hanno risposto con il loro progetto al bando di “Fondazione con il Sud” che l’ha ritenuto idoneo per essere finanziato, oltre al sostegno della Fondazione Peppino Vismara. I volti che animano la struttura sono quelli della direttrice Luisa Capece, dello chef Giovanni Zurolo, del bartender Dario Bertollini, del barman Enzo Fiore e del maitre Fabio Romanello.

Il Dabliù è stato aperto a metà 2020, l’anno della pandemia da covid-19, e il percorso che hanno davanti è tutt’altro che in discesa: tra restrizioni alla socializzazione, limitazioni per ristoranti e bar e i particolari contenimenti di persone in caso di iniziative, la sfida è molto serrata.

Villa Fernandes, però, non è solo il lounge bar e ristorante

L’idea di fondo è quella di diventare un aggregatore di idee, progetti ed eventi, dai temi strettamente di attualità, come scienza e saluti, a quelli del lavoro, in un connubio tra cultura e conoscenza, formazione e sviluppo, servizi alla persona. Diversi i volontari e cooperatori che, con le dovute accortezze dettate dal periodo particolare, animano e vivono gli spazi eleganti della villa.

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