Da Torre Annunziata uno strumento di informazione per i profughi ucraini

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LoStrillone.tv in ucraino per i profughi che scappano dalla guerra. Versione in doppia lingua del giornale di Torre Annunziata. “Uno strumento per aiutare chi scappa dalla guerra ad integrarsi sul nostro territorio”

Lo Strillone.tv, testata giornalistica edita da Medina e di riferimento nel vesuviano, parla ucraino e dedica uno spazio all’informazione locale in doppia lingua. Si tratta di un’azione di integrazione che si rivolge a chi è giunto nell’area metropolitana di Napoli per sfuggire al conflitto e che si basa sulla pubblicazione di contenuti in lingua ucraina.

“Sul territorio vesuviano ci sono migliaia di persone che si ritrovano a vivere in un contesto sconosciuto – spiega Catello Germano, direttore de loStrillone.tv – Hanno lasciato la propria casa velocemente e sono salite su un pullman per cercare sicurezza altrove. Non parlano la nostra lingua, non hanno punti di riferimento se non, in alcuni casi, parenti e connazionali che si sono integrati da tempo qui in Italia”.

Da qui l’idea di fornire loro strumenti informativi per conoscere le città in cui ora vivono. “Facciamo informazione sul territorio di Torre Annunziata e dell’area vesuviana da 28 anni – racconta Catello Germano – Non è la prima volta che mettiamo in campo delle iniziative di carattere sociale. Oggi presentiamo una versione del nostro giornale on line in doppia lingua con lo scopo di dare ai profughi scappati dalla guerra uno strumento in più per integrarsi sul nostro territorio”.

Sul giornale on line sarà disponibile uno spazio dedicato dove saranno fruibili gli articoli scritti in ucraino grazie alla collaborazione della dottoressa Maryina Tonkonog per la traduzione. loStrillone.tv inoltre realizza ogni settimana una rivista di approfondimento in pdf. “Anche la rivista sarà realizzata in doppia lingua – spiega Germano – così potranno scaricarla sul proprio cellulare e leggerla con tranquillità. Il primo numero in doppia lingua è dedicato alle festività pasquali. Per integrarsi e vivere a pieno sul territorio significa conoscere anche le nostre.

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