A Bacoli, un bene confiscato alla camorra diventa nuova sede della Federico II

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Villa Ferretti Bacoli

Quando la cultura sconfigge la criminalità non solo con le parole, ma anche con i fatti: ex abitazione della malavita diventa sede universitaria

Bacoli è un piccolo comune italiano di circa 26.000 abitanti, all’interno della zona flegrea della provincia di Napoli, una piccola perla nel mare, tra spiagge meravigliose e un mare pulitissimo, e da oggi è anche la sede della facoltà legata all’archeologia subacquea. Il sito si trova al picco sul mare, all’interno di Villa Ferretti che sorge al picco sul mare, godendo di un panorama incantevole.

Non è solo studio e bel panorama, ma anche ricerca, in quanto si trova nella zona appartenente al “Parco Archeologico Sommerso dei Campi Flegrei”, Una Pompei sommersa che regala ogni giorno scoperte nuove ed affascinanti. La struttura diventerà un vero polo culturale, con centri congressi, convegni ma anche zone ristoro in riva al mare per rilassarsi, non solo per gli studenti ma anche per i curiosi.

Villa Ferretti Bacoli

A dare la notizia è il giovane sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione, che in un lungo post sui suoi canali social a lanciato le seguenti dichiarazioni: “Ecco la prima sede universitaria di Bacoli. È quasi pronta. Ed è già uno spettacolo. Villa Ferretti, bene confiscato alla camorra. Ospiteremo tanti studenti, professori, ricercatori. Sarà palcoscenico di convegni, lezioni, studi. E resterà un parco aperto a tutti. (…) Sarà la nostra cattedrale della cultura. Una casa aperta alla comunità. Un orgoglio. Vogliamo che diventi un presidio stabile per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. A partire da quello archeologico sommerso. Insieme all’Università Federico II di Napoli. Coinvolgendo la Soprintendenza dei Beni Culturali ed il Parco Archeologico dei Campi Flegrei. (…) In sinergia con le istituzioni, stiamo facendo cose bellissime. Per la nostra amata città”.

Parole che lasciano intendere poco alla fantasia. Bacoli punta ad essere non solo una rinomata meta turistica, con un pulitissimo mare e un litorale ora libero e ben tenuto, ma punta anche alla valorizzazione del patrimonio culturale e della ricerca, un gioiello che potrebbe, presto, diventare una grande attrattiva turistica sia per chi cerca svago e relax, sia per chi ha grande curiosità per ricerca e reperti archeologici.

La nuova sede universitaria non rappresenta solo un grande passo culturale, ma anche sociale, la capacità di sfruttare immobili sequestrati alla camorra e utilizzarli non solo per un bene cittadino, ma anche per scopi di ricerca e di studio sono il segnale che, quando si vuole e si può, si possono fare grandi e giuste cose.

Francesco Paolo Di Leva

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